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martedì, 26 febbraio 2008
Mi sono illusa che bastasse un'idea, ma ho solo cercato di costruire un involucro che, all'interno, si è rivelato vuoto...
If u don't belong
Something is wrong
So u got to keep moving on
Mi sento pesante e ho bisogno di tornare a togliere...voglio la mia libertà...
E me la prenderò presto...
venerdì, 23 novembre 2007
Lo scorso luglio mi trovavo allo SunSplash di Osoppo, vicino ad Udine, ovvero uno dei più grandi festival reggae d'Europa.
Era mattina.
Davanti a me un sangbam, una percussione africana.
Intorno a me solo uomini e di fronte i due insegnanti, senegalesi.
Era la prima volta che suonavo una percussione e l'esplosione di ritmo sprigionata dalle mie mani, insieme alle mani di altre 7 persone, è stata emozionante.
In quel momento ho avuto un'illuminazione: quando mi lasciavo trasportare dal ritmo, fondendo il mio suono con quello degli altri, le mie mani correvano, saltavano, suonavano, impazzite, ma senza sbagliare.
Ma quando, anche per un solo momento, pensavo a quello che stavo facendo, pensavo al movimento delle mie mani, mi concentravo su di esso, sbagliavo.
martedì, 21 agosto 2007
Giravo per vari siti web alla ricerca di qualche recensione su un film che mi è piaciuto davvero tanto, "Non ti muovere" di Sergio Castellitto.
Ho trovato queste parole, all'interno della recensione, che credo siano molto adeguate al mio stato:
"E bisogna stare immobili, non muoversi, [...] fissare la vita per scrutarla negli occhi, per non farla sfuggire, per accogliere quello che di bello ha da offrirti. E a volte bisogna, invece, urlare, piangere e chiedere al proprio amore o alla propria figlia: “Non ti muovere”, resta qui con me. Bisogna restare immobili e lasciare che le proprie emozioni ti facciano muovere, per sempre o per un attimo… ma questo poco importa".
venerdì, 17 agosto 2007
Stavo riflettendo sul fatto che quando ho aperto questo blog iniziavo un lungo cammino, in cui ho avuto bisogno di scrivere e di esternare ciò che sentivo.
Il lungo cammino continua e, forse, è arrivato nella parte più tetra. La parte in cui è diventato difficile persino dare una forma ai miei pensieri. Tutto si confonde, si mescola, si sovrappone. Non riesco a scrivere, a spiegare.
Sapevo che questo momento sarebbe arrivato, prima o poi. Il momento in cui sono ferma e non posso più "scappare". Scappare da me, dal mio giudizio, dalla mia coscienza.
Mai avrei pensato che Venezia, Padova e Napoli sarebbero state tre città protagoniste della mia "morte" e, spero, della mia "rinascita".
Credo che la mia vita cambierà drasticamente molto presto...
mercoledì, 28 marzo 2007
Dio, che vergogna...credo sia la prima volta, in tutto questo tempo, che non ho scritto per mesi..
Ho lasciato, con grande tristezza, Napoli...ho lasciato legami importanti che stavano nascendo, ho lasciato un mondo totalmente diverso da quello in cui vivo ogni giorno...ho lasciato tanto. Mi ha cambiato profondamente...la mia vita non sarà più la stessa. Mai più.
E' strano, ma ormai non mi interessa più molto il posto in cui vivere. Non mi interessa più scoprire, buttarmi nella mischia, nella confusione. Vorrei solo avere un luogo tranquillo, dove essere libera e felice.
Credo di essere arrivata ad un punto di rottura nella mia vita. Sarà Padova la mia meta finale? Beh, sicuramente lo sarà per un pò di tempo...
giovedì, 30 novembre 2006
Quanto tempo...
Mi sto ambientando sempre di più in quel di Napoli (e provincia), anche se non so per quanto rimarrò. Ho appena iniziato ad immergermi nella tesi che devo preparare per la fine di marzo... l'argomento è "caldo" e ho bisogno di stare qui, sul posto... ogni giorno è una lezione... un dettaglio, una chiacchierata, uno scambio d'opinioni, un fatto capitato... presto comincerò a scrivere e raccogliere dati.
Nel frattempo, la mia vita scorre, tra dolori e gioie quotidiani... non è facile vivere qui, a contatto con la degradazione che l'umanità è riuscita a raggiungere, anche se spesso mi ritrovo stupita e felice per un sorriso, un atteggiamento, un incontro con persone speciali. Solo allora mi rendo conto che c'è ancora speranza e che l'amore è davvero ovunque.
Ci sono cambiamenti nell'aria, ma devo attendere ancora un pò. E' la prima volta nella vita che mi fermo, felice. A volte soffro, è vero, perchè non sono abituata a non correre, ma sento che è la cosa giusta. Ho bisogno di estrarre lentamente tutto quello che ho accumulato in tutta la mia vita, fino ad ora. E lo sto facendo. Piano, piano. E' una sensazione bellissima, anche se faticosa da raggiungere. Sento che il mio spirito si sta innalzando e anche la mia comprensione del mondo.
Intanto, attendo con trepidazione l'arrivo del Natale e l'occasione di poter stare con i miei amici veri e la mia famiglia.
F. middou
lunedì, 16 ottobre 2006
E alla fine ha vinto l'Italia..
Si, per chi ancora non lo sapesse, mi trovo a Napoli... ho deciso di provare a fare il cammino inverso a quello che tutti normalmente fanno...sarò pazza? Credo proprio di si...
Seguiranno aggiornamenti..
sabato, 02 settembre 2006
...e si riparte per un altro VIAGGIO.
Prossima tappa: Berlino, la città simbolo della contrapposizione fra una società fallita e una società che ha prevalso su tutto.
Saluto la mia laguna da qui, dal mio "rifugio" bolognese, con un pò di malinconia...quel tanto che basta per avere già voglia di assaporare altri colori.
Il viaggio più importante, tuttavia, è quello che ho iniziato con la mia mente. Ora sono sicura di arrivare davvero lontano, in un luogo profondo, nascosto, puro.
martedì, 18 luglio 2006
Cara amica mia - nonchè "compagna di viaggio",
presto lascerò questo "lido" che ho amato tanto, sia per quello che mi ha dato in termini di relazioni umane e stimoli, sia per la sua bellezza unica al mondo.
E' stato un anno fondamentale per la mia vita, per la mia formazione e il mio futuro. Mi ha dato un futuro, ha fatto si che tutto quello che avevo dentro prendesse una forma concreta, decisa. Mi ha donato luce, conoscenza, brivido, emozione...
La prossima tappa, in quello che penso sarà davvero un lungo cammino, sarà la città da dove è partito il "nostro viaggio"...si, alla fine il destino ha deciso per Berlino. Forse si tratta di un segno. Certo questa volta, la capitale tedesca vedrà una persona molto diversa, ma anche simile per molti aspetti. Come diceva quella canzone dei Pink Floyd? The same old fears...
Ora è il tuo momento...prendi la tua vita e vai.
mercoledì, 07 giugno 2006
HELSINKI, BERLINO O VIENNA?
domenica, 21 maggio 2006
"Avrei dovuto non ascoltarlo. Non bisogna mai ascoltare i fiori. Basta guardarli e respirarli. Il mio, profumava il mio pianeta, ma non sapevo rallegrarmene. Non ho saputo capire niente allora! Avrei dovuto giudicarlo dagli atti, non dalle parole. Mi profumava, mi illuminava. Ma ero troppo giovane per saperlo amare".
(Il Piccolo Principe)
E' arrivato il momento del mio terzo tatuaggio...
martedì, 25 aprile 2006
Trasferta slovena dalle inviate Elisa and me.
Partenza da Venezia alle ore 9.00 di domenica 22.
Destinazione: Ljubljana, Slovenia.
Chi dice chi? Chicchirichi`. Farfalli` du Brasil. Lu tren va in Sloven. Quando abbiam fam, mangiam lu paninau.
Il panino e` stato gentilmente offerto dalla sorella di Ray Charles - on the train, con tanto di mano fasciata e suggerimento innovativo: riscaldare il panino sul bocchettone del riscaldamento. "Peccato che esca l`aria condizionata", dice lei. Mah.
So che sembrano parole sconnesse, ma c`e` un senso in tutto cio`, forse. Pupo puo` aiutarci: gelato al cioccolato su di noi.
Arrivo nella capitale slovena.
Primo ostacolo: ci eravamo gia` immaginati la nostra calda celletta all`interno dell`ostello-carcere vicino alla stazione, ma it`s full. Ripieghiamo sull`ostello compagno del primo. Il suo nome e` "Alibi". Un nome, un programma.
Pranzo dal "Cavallo caldo", l`unico posto al mondo dove fanno gli hamburgher con la carne di cavallo...ma d`altronde, qui i cavalli piacciono assai... inizia la lunga risalita in mezzo ai boschi per arrivare al fantastico castello di Ljubljana.
In ogni castello c`e` sempre un bar.
E non solo c`era un bar, ma il caso ha voluto che ci fosse una messa e noi blasfemi abbiamo approfittato del lauto banchetto con tanto di vinello bianco a gratis... il tutto e` stato seguito da aperitivo a base di birra slovena Union in pubbazzo locale e da cena con vinello.
"Che cosa ne pensi dell`immigrazione?" - primo approccio con un bestione norvegese che il fato ha voluto appiopparci in camera. "It sucks" - la sua risposta. Sbiancamento totale, ma il tutto addolcito dalla dose d`alcool presente nei nostri corpi accasciati a terra.
Tonfo notturno. E` il cotechino norvegese. E` scivolato dal secondo piano del letto a castello per recuperare un libro. Sicuramente il manuale del giovane naziskin. Scroscio di risate. Ormai e` un nostro nemico.
La notte passa all`insegna di un concerto in do minore - i compagni di stanza avevano qualche problema di respirazione - e di un clima di terrore suscitato dal giovane estremista...fucking sleep...stop fucking talking...who is fucking talking??? I would like fucking sleep!
Valentina - una delle compagne di viaggio - tenta di sedare la situazione con un`inventiva semplice ma efficace: colpi di tosse, miagolii e "ccccccc". Con sua mamma, dice, funziona.
Ore 7.30 del mattino successivo: momento di gelo. Suona la mia sveglia che mi ero dimenticata di togliere (ops...devo ricordarmi di farlo per domani se non voglio essere linciata!)...
Doccia con acqua gelata e riparte una nuova giornata.
Non e` tutto cosi` surreale qui a Ljubljana. Per riappriopriarci della realta`, girovaghiamo per il bellissimo mercato della citta`, che offre bancarelle maniacali, con frutta e verdura disposta in ordine di colore e forma. Pezzo forte: i banchetti di ceri per lapidi. Offertissima: paghi 2, compri 4.
Pranzetto nei chioschetti del mercato: c`e` chi mangia pesce e chi burek - una bomba a mano fiondata direttamente nello stomaco, a base di carne o formaggio.
Passeggiatona con arrivo in mega parco - tutte le strade portano a Tivoli, interrotta solo da una nutria autoctona gigante che, correndo, voleva che gli lanciassimo una palla.
In ogni parco c`e` sempre una gelateria.
Siccome l`ormone e` smosso, abbiamo molestato i monumenti sloveni, che sono davvero creativi. Seguira` contributo fotografico.
Serata traditional al ristorante Suka - ndr - con gulash e altre robette locali, vinello e grappa slovena. Pezzo forte della Eli: tacchino con patate. Very traditional...
Tentata caccia ai barettini sul fiume, ma non vogliamo lasciare uomini infelici in altre nazioni...
E ora siamo qui, in questo torrido ostello - temperatura all`ombra: 45 gradi! Di fianco a noi giace un distributore automatico di gulash and company pronti all`uso, in caso di fame chimica. Silenzio intorno a noi.
Chissa` cosa ci attende per la notte e per il giorno di domani. Intanto, just in case, tiriamo fuori i tappi. Attendiamo la vendetta del norvegese. Buonanotte.
sabato, 15 aprile 2006
...e alla fine abbiamo vinto. Di poco, ma abbiamo vinto. Come ha scritto un mio amico, con un sms simpaticissimo, “E ancora una volta, ci hanno salvato i migranti”! E pensare che il Cavaliere pensava di averli dalla sua parte…
E poi, dovendo essere obiettivi e critici, che senso ha che debbano votare delle persone che non vivono qui da anni, che non vivono quotidianamente gli effetti della politica, delle sue leggi, delle sue gioie, dei suoi dolori…? E giustamente, nel nostro paese democratico, civile e onesto non si fanno votare immigrati che risiedono e lavorano in Italia già da qualche tempo e che, come ben sappiamo, di quegli effetti politici ne sanno qualcosa, eccome.. per questo ho paura…
Paura perché c’è ancora tanta gente che vota per Fini, per Berlusconi e addirittura per la Fiamma Tricolore. Paura perché ci sarà un’opposizione agguerrita e spietata, ma non critica. Non credo che il centro-destra voglia cooperare, puntare all’unione (scusate il gioco di parole!) e al fatto di governare con il centro-sinistra, seppur facendo delle critiche, con l’obiettivo di far crescere il paese .. non a caso, continuano a parlare di “paese spaccato”, quasi come godessero di questa frattura.. cazzo, non è una cosa bella..
Paura perché la sinistra è forse troppo instabile. Paura perché dovrà “convincere” milioni di persone. Ci sono troppi partiti con idee e approcci molto diversi. Ma vedremo. Penso che abbiano un bel lavoro da portare avanti… il paese, a differenza di quello che ha sostenuto il Cavaliere fino a qualche giorno fa – meritandosi la giustificata frase di Prodi, “Il Presidente del Consiglio sembra vivere su un altro pianeta!” – è nella merda, dal punto di vista economico e sociale… occorrono riforme serie, ma ci vorrà tempo e sono sicura che durante questo periodo di “stallo” bisognerà soffrire e sacrificarsi…
sabato, 01 aprile 2006
Dedicato a tutti i Leghisti e alla loro immutabile cultura Padana.
Il cittadino americano medio si sveglia in un letto costruito secondo un modello che ebbe origine nel vicino Oriente, ma che venne poi modificato nel Nord Europa prima di essere importato in America. Egli scosta le lenzuola e le coperte che possono essere di cotone, pianta originaria del vicino Oriente, o di lana di pecora, animale originariamente addomesticato sempre in Oriente; o di seta, il cui uso fu scoperto in Cina. Tutti questi materiali sono stati filati e tessuti secondo procedimenti inventati nel vicino Oriente. Si infila i mocassini, inventati dagli Indiani delle contrade boscose dell'Est e va in bagno, i cui accessori sono un misto di invenzioni Europee e Americane, entrambi di data recente. Si leva il pigiama, indumento inventato in India e si lava con il sapone, inventato dalle antiche popolazioni Galliche. Poi si fa la barba, rito masochista che sembra sia derivato dai Sumeri o dagli antichi Egizi. Andando a fare colazione, si ferma a comprare un giornale, pagando con le monete, che sono un'antica invenzione della Lidia. Al ristorante viene a contatto con tutta una serie di elementi presi da diverse culture: il suo piatto è fatto di un tipo di terraglia inventata in Cina; il suo coltello è d'acciaio, lega fatta per la prima volta nell'India del sud, la sua forchetta ha origini medievali Italiane, il cucchiaio è un derivato dell'originale Romano... Quando il nostro amico ha finito di mangiare, si appoggia alla spalliera della sedia e fuma, secondo un'abitudine degli Indiani d'America. Mentre fuma, legge le notizie del giorno, stampate in un carattere inventato dagli antichi Semiti, su un materiale inventato in Cina secondo un procedimento inventato in Germania. Mentre legge il resoconto dei problemi che si agitano all'estero, con un linguaggio Indo-Europeo, ringrazierà Dio, di origine Ebraica, di averlo fatto al cento per cento americano.
domenica, 19 marzo 2006
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti. Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare, chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
Pablo Neruda
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